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Sbiancamento dei denti e caratteristiche dei prodotti sbiancanti professionali e fai-da-te

 

Già gli antichi romani si preoccupavano di esibire denti bianchi. E già nell’Ottocento venivano proposti i primi metodi di sbiancamento con prodotti chimici. Attualmente, la tendenza ad avere una dentatura “pulita” è ancora più avvertita. Ciascuna persona ha davanti a sé due strade: affidarsi a un professionista o fare da sé.

 

Condizione dei denti, disponibilità economica, motivazioni e fiducia nei metodi contribuiscono a far scegliere l’uno o l’altro cammino.

 

I sistemi professionali presentano alcune peculiarità, a partire dalla presenza di un medico dentista. La spesa necessaria per un intervento da uno specialista è sensibilmente più alta, ma la durata dei risultati è maggiore: da un minimo di un anno fino a un massimo di cinque anni. Tenendo presente il diverso stato iniziale dei denti, è possibile uno “schiarimento” fino a 15 tonalità. Gli eventuali effetti collaterali, poi, sono ridotti al minimo.

 

I sistemi sbiancanti fai-da-te muovono da una diversa concezione: si preferisce pazientare prima di ottenere i risultati a fronte di una spesa notevolmente inferiore. Altra differenza di rilievo rispetto ai metodi professionali è la percentuale inferiore di perossido di idrogeno (5% contro 35%) ammessa nei prodotti da utilizzare da soli. E ancora, il sistema di applicazione è generico e non personalizzato sulla base della lunghezza delle arcate o dell’anatomia dei denti. Anche la durata dei risultati è meno soddisfacente: generalmente non supera i 12 mesi.

 

I trattamenti più comuni per schiarire i denti sono dentifrici sbiancanti, mascherine universali o personalizzate, laser e faccette ceramiche.

 

Per ottenere un sorriso più bianco esistono anche metodi naturali come il bicarbonato da cucina (attenzione però a non abradere lo smalto dei denti!), la buccia di limone (utile anche contro il tartaro), la pasta dentifricia all’argilla e la polpa di fragole (con effetti benefici anche per l’alito).

 

Ma quali sono le cause dell’ingiallimento dei denti? Essenzialmente l’età, il fumo e le bevande. Il passare degli anni comporta un’inevitabile alterazione dello smalto; le sigarette fanno sedimentare gli effetti di catrame e nicotina; tra le bevande, sono soprattutto il vino rosso, il caffè e il tè a contenere sostanze coloranti nemiche del sorriso candido.

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