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Cellulare-dipendenza: smarrire il telefonino è come perdere un animale domestico

 

Basta pensare a quante volte in un giorno lo impugniamo e ne sbirciamo i contenuti senza che sia mai squillato. Il cellulare è ormai diventato un oggetto insostituibile della vita quotidiana.

 

A (quasi) ogni latitudine fa bella di mostra di sé nelle tasche di grandi e piccoli. E da semplici telefonini, pensati per conversare in mobilità, si sono trasformati in dispositivi universali. Al mattino sostituiscono la tradizionale sveglia, nelle pause lavorative o scolastiche assumono le sembianze di console da gioco e la sera vengono consultati a mo’ di agenda di appuntamenti per il giorno successivo. Con l’arrivo degli smartphone, poi, il loro utilizzo si è moltiplicato a dismisura. Internet, posta elettronica, social network e, soprattutto, le migliaia di applicazioni scaricabili (sia gratuitamente che a pagamento) consacrano il telefonino come l’oggetto più utilizzato e che sta sempre vicino al suo possessore. Nei momenti di gioia e di tristezza, nel lavoro e nel tempo libero. Quasi che fosse un angelo custode. Schiacciare il tasto dello spegnimento, poi, è sempre più difficile. Nei momenti critici, è meglio abbassare al minimo il volume la suoneria. Il cellulare, secondo gli standard attuali, va sempre tenuto accesso.

 

Ecco allora che la sua perdita può avere un caro prezzo. E non a livello economico, ma emotivo. C’entrano poco i numeri memorizzati nella rubrica telefonica o la collezione di messaggi di amici e persone care. Questi dati, anche se non sono stati sagacemente memorizzati altrove (o se non si possiede un secondo terminale), sono recuperabili.

A mancare è soprattutto l’affetto. Proprio così.

 

A certificarlo è l’Università del Kansas. Una ricerca coordinata da Esther Swilley fra gli studenti di college tra i 19 e 24 anni, ha messo in luce come la maggioranza di loro affermi che il telefonino viene apprezzato “non tanto per la possibilità di comunicare con gli altri”, ma per essere uno strumento che “semplifica la vita per le sue funzioni o diverte e intrattiene grazie alla possibilità di giocare, ascoltare musica, navigare in Rete”. Non a caso, le applicazioni più scaricate sono proprio i giochi.

 

Gli smartphone sono oggi quello che i Tamagotchi erano qualche anno fa: cuccioli digitali da crescere e da esibire, compagni di vita e di giochi.

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