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Emicrania: come curare il mal di testa senza abusare di farmaci

 

Esiste un’indagine sul mal di testa che, sebbene risalga al 2004, risulta talmente accurata da essere continuamente citata in decine di convegni in tutto il mondo.

 

A essere passate in rassegna dai ricercatori di Minerva (Misura dell’Impatto Negativo dell’Emicrania su Relazioni sociali, Vita quotidiana e Approccio terapeutico) sono state 1.810 donne emicraniche, tra i 18 e i 35 anni, lavoratrici e studentesse. Gli ambiti presi in esame sono stati cinque: lavoro e studio, relazioni sociali, tempo libero, benessere psicologico e relazione col medico.

 

Nonostante la varietà dei casi presi in considerazione, il risultato è stato comune: l’emicrania incide negativamente sulla qualità della vita da fare ammettere a quasi metà delle donne della ricerca di “avere la vita rovinata”.

 

Cosa fare? Di certo non ricorrere al “fai da te” ricorrendo a un eccesso di medicinali senza lo stretto controllo medico. Per Gennaro Bussone, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell’Istituto nazionale neurologico Carlo Besta di Milano, «per un trattamento ottimale occorre che il paziente venga seguito da un medico e non si lasci andare al fai da te che, oltre a risultare pericoloso, abbassa anche la possibilità di controllare al meglio le crisi».

 

I trattamenti suggeriti possono essere di tre tipi.

 

Il primo è il trattamento preventivo, consigliato a chi non soffre di più di due crisi emicraniche al mese e per una durata complessiva di pochi giorni. Nel trattamento, da effettuare tre o quattro volte all’anno, meglio evitare farmaci diversi e optare per una monoterapia.

 

Il trattamento sintomatico, senza abusi farmacologici, prevede una doppia tipologia di farmaci: quelli specifici che agiscono sul dolore emicranico e quelli aspecifici che “lavorano” sul dolore di origine diversa.

 

Il trattamento non farmacologico infine prevede la sostituzione dei farmaci con interventi mirati sulla psicologia e con tecniche non convenzionali come agopuntura, autopressione, ipnosi, stimolazione elettrica transcutanea, terapia fisica e trattamento chiropratico. In quest’ultimo caso, come suggerito dagli esperti, per una buona riuscita sono necessarie alcune condizioni preliminari, ovvero una preparazione culturale adeguata da parte dei pazienti, la convinzione nel buon successo del trattamento e un’età non troppo avanzata.

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