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Pentole e padelle: quali materiali sono migliori per la salute?

 

È una questione di sapori e di salute. Il materiale di pentole, padelle e casseruole che utilizziamo per la cottura incide sul gusto delle pietanze. E a poco serve, in alcuni casi, la scelta meticolosa di ingredienti freschi e genuini. Da un punto di vista nutrizionale, di digeribilità e di igiene, il materiale antiaderente può incidere sulla qualità dei piatti serviti sulle tavole.

 

Ma l’attenzione va spostata anche sul versante della salute. Sembra infatti che su alcune pentole antiaderenti si anniderebbe una sostanza chimica pericolosa per la tiroide.

 

Più precisamente, si tratterebbe di un derivato chimico utilizzato nella produzione del teflon, ovvero del materiale che riveste tegami e padelle antiaderenti: l’acido perfluorottanoico. Da qui il suggerimento degli esperti di non cuocere gli alimenti a una temperatura superiore ai 260 gradi. Di più, evitare il lavaggio di pentole e casseruole con spugne abrasive.

 

E allora, quali materiali prediligere per il pentolame?

 

Il più comune è l’acciaio inox (inossidabile), i cui prodotti sono resistenti e facili da lavare. I difetti sono essenzialmente tre: presenta una bassa conducibilità termica perché non permette una distribuzione uniforme del calore, può rilasciare particelle di metallo a contatto con composti acidi, il sale marino può alterarne la superficie.

 

Resistente al calore, ma buon conduttore termico, è il pyrex. È un tipo di vetro i cui contenitori devono essere impiegati esclusivamente nel forno tradizionale o a microonde. Facile da pulire, è inattaccabile dagli alimenti.

 

La terracotta è prediletta per le cotture a fuoco lento e per la capacità di esaltare il gusto delle pietanze. L’ideale è cucinare nel solito tegame lo stesso cibo. La porosità, infatti, permette di trattenere gli aromi. La controindicazione? La fragilità.

 

Molto diffuso, soprattutto fra i cuochi professionisti, è il pentolame in rame rivestito di stagno al suo interno. Si tratta di un materiale che mette al riparo le proprietà nutrizionali e presenta una conducibilità termica elevata e uniforme.

 

Infine, l’alluminio si dimostra congeniale per i dolci e, più in generale, per la cottura al forno. Economico e leggero, può però rilasciare residui di metallo.

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