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Dormire bene e svegliarsi riposati: consigli per un buon sonno ristoratore

 

Lo diceva anche Fedro, celebre autore di favole: “Di tanto in tanto bisogna dar riposo all’animo, affinché poi sia più sveglio nel pensare”. Un pensiero di oltre duemila anni fa, quando i ritmi di vita erano più lenti e il multitasking (come lo intendiamo oggi), l’esecuzione di più attività in contemporanea, non caratterizzava le giornate dei suoi concittadini. Dormire, oggigiorno, è diventato un atto ancora più necessario. Senza un adeguato e regolare riposo, è impossibile trovare energie fisiche e mentali da spendere durante la giornata.

 

In linea di massima, a una persona adulta possono bastare 7-8 ore di sonno.

Il neonato può dormire anche fino a 20 ore al giorno (indispensabili per produrre la somatotropina, l’ormone della crescita), mentre gli adolescenti si assestano intorno alle 12 ore di sonno.

 

Più che la quantità di tempo trascorso con la testa appoggiata sul cuscino, conta la qualità del sonno. E ci sono alcune condizioni, sia ambientali sia abitudinarie, che possono facilitare un miglior riposo:

 

  • il letto deve essere sufficientemente lungo e largo per contenere tutto il corpo;
  • la temperatura della stanza deve essere compresa tra i 14 i 18 gradi;
  • è preferibile mantenere gli stessi ritmi biologici, ovvero coricarsi e svegliarsi alla stessa ora;
  • la camera da letto è un ambiente concepito per dormire ed è meglio non compiere attività impegnative dal punto di vista fisico o mentale, inclusi la lettura di un libro o la visione di un programma televisivo.

 

Anche l’alimentazione deve essere regolata sulla base del sonno:

 

  • evitare di coricarsi a stomaco vuoto oppure troppo affamati;
  • mai andare a dormire subito dopo cena perché il corretto processo di digestione avviene in circa tre ore;
  • non bere caffè, tè o bevande contenenti sostanze eccitanti (per esempio Coca Cola o chinotto, drink o tisane a base ginseng);
  • non consumare alcolici e limitare al massimo le sigarette perché possono provocare le stesse conseguenze di cui sopra.

 

Sempre più persone fanno ricorso a sonniferi e tranquillanti. Il consiglio è di consultare il medico per verificare eventuali tempi di somministrazione, cause dell’insonnia e suggerimenti alternativi.

 

E se, una notte, non si riesce proprio a chiudere occhio? Meglio alzarsi, dedicarsi a qualcosa di molto rilassante e, finalmente, coricarsi.

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