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Flirt estivi: come sopravvivere alla fine di un innamoramento “a tempo determinato”

 

In estate si esce più spesso, si viaggia, si fanno nuove conoscenze. Le ore quotidiane di luce aumentano e il tono dell’umore tende a migliorare, in quanto la luce naturale stimola la produzione di serotonina ed endorfine, sostanze che ci rendono più aperti verso l’esterno.

Inoltre, il corpo più scoperto e l’abbronzatura amplificano l’appeal delle persone con le quali si interagisce.

 

Tutti questi elementi fanno dell’estate la stagione regina dei flirt, le relazioni amorose che, il più delle volte, hanno vita breve, coincidono con l’arco temporale delle vacanze e, una volta tornati in città, magari a centinaia di chilometri distanza rispetto al partner, trovano il loro epilogo.

 

In una storia d’amore, per quanto fugace, la parola “fine” non è mai piacevole. In alcuni casi, la separazione può comportare dei contraccolpi perché non sempre si riesce a gestire l’intensità dei propri sentimenti.

 

Può darsi che, sul piano razionale, si sia consapevoli che un rapporto nato con la complicità della brezza marina e del tramonto trovi la sua ragion d’essere solo ed esclusivamente nel contesto vacanziero. Tuttavia, come ricordava Hermann Hesse, “l’amore non passa attraverso la ragione”. Di conseguenza, può verificarsi l’eventualità che il tentativo di imbrigliare il proprio cuore non riesca alla perfezione, idealizzando la persona frequentata e cominciando a credere che quella relazione possa avere un futuro roseo perché esiste una sintonia perfetta con l’altro/a.

 

Cosa fare per evitare il rischio di soffrire per la fine di un amore passeggero?

 

Com’è ovvio, non esistono pozioni magiche in questo campo. Ma una buona dose di realismo aiuta molto: se è evidente che la distanza geografica è troppo ampia per non costituire un serio ostacolo al prosieguo del rapporto, oppure se la controparte manifesta l’intenzione di desiderare nulla più che un’avventura estiva di breve durata, bisogna vivere nel presente, evitando di riporre aspettative in quella relazione.

 

Meglio prepararsi al distacco da lui/lei in modo graduale: l’ideale sarebbe provare a riconquistare i propri spazi sin dagli ultimi giorni di vacanza per abituarsi all’assenza del (transitorio) partner e attenuare l’inevitabile tristezza al momento del congedo.

Poi, una volta lontani, è essenziale moderare (o addirittura rinunciare a) SMS, e-mail e telefonate, perché i tentativi di rivitalizzare la comunicazione, se messi in atto da una sola delle parti in causa, possono rivelarsi vani e frustranti.

 

Infine, la miglior terapia rispetto allo sconforto dovuto alla fine della relazione consiste nel tornare alle attività abituali con rinnovata energia, concentrandosi sui propri interessi, sulle proprie passioni e su obiettivi a breve e medio termine.

 

Andando al cinema e al teatro, frequentando mostre, iscrivendosi a un corso (sportivo e non), si possono incontrare persone affini ed entrare in sintonia con le nuove conoscenze, archiviando definitivamente la storia d’amore estiva e provando, per citare Franco Battiato, quell’entusiasmo che fa di nuovo pulsare il cuore.

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