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Tic: i movimenti involontari e ripetitivi si possono curare?

 

Si ripetono in qualsiasi occasione. Le possibilità di tenerli a freno senza ricorrere a un grande sforzo sono poche. E i più sensibili possono incorrere in involontarie situazioni di imbarazzo. Sono i tic, movimenti improvvisi di una parte del corpo che, sebbene possano anche essere ripetuti volontariamente, non hanno alcun significato o utilità.

 

Intendiamoci subito, non è in gioco l’intelligenza di una persona né la sua sensibilità. Quegli strani movimenti con le labbra o l’estensione del collo da una parte o dall’altra sono disturbi che possono potenzialmente capitare a chiunque. La psichiatria c’entra ben poco: è piuttosto il neurologo a occuparsi del problema. A essere responsabili sono perlopiù fattori organici anziché psicologici.

 

Da un punto di vista statistico, i tic sono molto più diffusi di quanto si possa immaginare. Accanto a manifestazioni palesi come genuflessioni, saltelli, grattarsi la testa in maniera frenetica o la ripetizione della parola finale pronunciata dall’interlocutore, esistono tic apparentemente non percettibili. Gli esempi più comuni sono l’apertura delle dita a ventaglio, la chiusura delle mani a pugno, gli scatti della testa, le schiarite di gola, le smorfie del viso, i tiri del naso e i cosiddetti “grugniti”. E che dire della sindrome di Gilles de la Tourette? Ammiccamenti, movimenti con le spalle e tic vocali esplicitati in parole oscene caratterizzano uno dei disturbi più noti e diffusi già in età più giovane.

 

Oltre a essere primari o secondari, i tic possono essere acquisiti o ereditari.

 

Cosa fare? Per prima cosa occorre distinguere fra rimedi temporanei e quelli più o meno definitivi. Nel primo caso vengono utilizzati farmaci specifici come le benzodiazepine, nel secondo i neurolettici. Il problema, in quest’ultima soluzione sono i tempi di somministrazione, piuttosto lunghi, e la possibile manifestazione di effetti collaterali.

Esistono anche rimedi come la tossina botulinica da introdurre nei muscoli imputabili del disturbo.

 

Spesso, infine, occorre solo un po’ di pazienza. Soprattutto fra i più piccoli, i tic scompaiono in maniera naturale con la crescita.

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