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Caffè: chi dice che fa bene, chi dice che fa male. Qual è la verità?

 

Il dilemma rischia di rimanere insoluto. Il caffè fa bene o male? Difficile dare una risposta definitiva al quesito. Anche perché, a fronte di alcune inevitabili controindicazioni nel consumo eccessivo, pochi sorsi a fine pasto sono in grado di offrire un impagabile beneficio psicologico.

 

La domanda andrebbe allora riformulata: quanto caffè è consigliabile bere? Tenendo sempre presente che non tutte le tazzine di espresso sono identiche poiché variano tipo di miscela, quantità di polvere e concentrazione, il limite da non superare è di 3-4 caffè al giorno. E senza mai perdere di vista la conoscenza del nostro organismo e di eventuali problemi. La maggior parte dei medici è concorde nel sostenere l’esistenza dell’effetto pro-tachicardia. La maggior parte, si diceva, e non l’unanimità.

 

Alcuni specialisti sono infatti decisi nel sostenere il contrario. Dall’Olanda, per esempio, un gruppo di ricercatori giura che un consumo regolare e moderato di caffè ha la capacità di ridurre del 20% il rischio di malattie cardiovascolari. L’indagine, è bene precisarlo, ha coinvolto soggetti sani e privi di particolari problemi di salute.

Ma c’è anche una ricerca dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) che invita alla calma e al buonsenso. Certo, in caso di ipersensibilità alla caffeina o di disturbi gastrointestinali è meglio procedere con cautela. Ma nella maggior parte dei casi sono ammesse fino a 4-5 tazzine di caffè al giorno.

 

La demonizzazione non serve e il caffè andrebbe considerato un semplice alimento da consumare senza eccessivi timori. In caso di dubbi è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia che, al termine di un check-up generale, può dare il via libera al consumo moderato di caffè se i controlli si sono rivelati tranquillizzanti.

 

Differente, infine, è il caso dei bambini, perché la somministrazione di caffè è fortemente sconsigliata. Nel caffè è presente una sostanza psicoattiva in grado di fare perdere ore e ore di sonno prezioso. Il problema, in realtà, è altrove. Anche altre bevande, solitamente desiderate dai più piccoli, contengono caffeina (es. tè, Coca Cola, Pepsi, chinotto). Meglio leggere con attenzione l’etichetta di un prodotto e imparare, qualche volta, a dire di no. 

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