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Laser contro la miopia: benefici e controindicazioni della chirurgia refrattiva LASIK e PRK

 

Risolvere la miopia mediante la tecnologia laser applicata alla medicina? Si può.

La correzione definitiva del difetto visivo attraverso la chirurgia refrattiva sta trovando una diffusione sempre più ampia.

 

All’uso di occhiali e lenti a contatto, una fetta della popolazione (si calcola che in Italia oltre 10 milioni di persone siano miopi) preferisce un intervento, sicuro e rapido, eseguito da medici specialisti in centri attrezzati. I metodi più utilizzati sono il LASIK (miopie ed astigmatismi di grado medio-elevato e le ipermetropie) e il PRK (per i casi più moderati).

 

La miopia, si ricorda, è un difetto per cui l’immagine non si focalizza sulla retina, ma solo davanti a questa, provocando così uno sfocamento. Si può presentare sin dalla pubertà e si stabilizza intorno ai 20 anni di età.

 

La tecnica LASIK abbina laser ed eccimeri. Prima di usare il laser, attraverso il microcheratomo viene asportato un sottile strato di cornea che viene prima sollevato e poi ribaltato. Solo in una seconda fase si procede con il laser per modificare la curvatura della cornea davanti al foro pupillare. Terminata questa azione, viene di nuovo ribaltato il lembo e collocato nella sua posizione iniziale. Lo strato di cornea si risalda da solo senza la necessità di impiegare punti di sutura.

 

Non tutti possono ricorrere a questo trattamento. Sono escluse le persone con le seguenti caratteristiche: alterazioni corneali congenite e acquisite; episodi di cheratite herpetica; esiti di fistolizzanti da trattamento chirurgico antiglaucomatoso; occhi infossati nella cavità orbitaria; opacità o sclerosi del cristallino; patologie del vitreo e della retina; presenza di coliagenopatie o endoteliopatie; spessore corneale minore di 450 micron.

 

Possibili complicazioni sono rappresentate da problemi alla vista nei primi mesi dopo l’operazione, come abbagliamento, ipersensibilità al tatto, piccole opacità transitorie, visioni di aloni intorno alle sorgenti luminose. In alcuni casi, non è da escludere la presenza di una leggera e residua forma di miopia.

 

Anche con la tecnica PRK si utilizza il laser a eccimeri. Inizialmente il chirurgo asporta la parte superficiale della cornea, poi esegue il laser e quindi applica una lente a contatto protettiva da tenere fino alla formazione dell’epitelio.

 

In questo caso, le possibili controindicazioni sono dolore, fotofobia e lacrimazione.

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