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Sushi: fa bene alla dieta ma attenzione alle intossicazioni

 

Prima regola: deve piacere il pesce crudo. Solo se rientra fra i personali gusti alimentari, il sushi diventa un piatto irrinunciabile con tutto il suo carico di benefici. Su tutti la presenza di acidi grassi della serie Omega-3 e lo scarso apporto di calorie nell’organismo.

 

Di tradizione giapponese, il piatto si compone generalmente di branzino, gamberetti, salmone e tonno. Proprio perché non cotti mantengono inalterati gli elementi nutritivi.

 

L’elenco dei benefici apportati è particolarmente lungo. Si va dalla protezione da ictus e infarti acuti del miocardio all’abbassamento dei livelli di trigliceridi, dal miglioramento dell’artrite reumatoide al corretto funzionamento della tiroide.

E poi, si rivela ideale per chi vuole dimagrire.

 

Il sushi viene arrotolato in una striscia di alga, accompagnato da salsa di soia o sughi dal sapore deciso come il wasabi, e servito in una ciotola di riso bianco. Niente condimenti grassi, dunque.

 

C’è una sola condizione da non perdere mai di vista: il pesce deve essere fresco.

 

La cautela, tuttavia, non è mai eccessiva. Il rischio di intossicazione a causa della presenza di microrganismi come colera, listeria, salmonella e stafilococco è sempre dietro l’angolo. E poi c’è il parassita Anisakis. Poco conosciuto in Italia, ma molto diffuso nei mari dell’estremo Oriente, si tratta di una piccola larva, da uno a tre centimetri di lunghezza, che si deposita nell’intestino causando diarrea, dolori addominali, vomito o, nei casi più gravi, possibili perforazioni dello stomaco. Intorno a questo verme sono state allestite trasmissioni televisive ed è perfino intervenuta l’ADUC (Associazione per i Diritti di Utenti e Consumatori), che ha invitato a diffidare di aringhe, triglie e merluzzi. La legge italiana prevede il congelamento dei pesci crudi, marinati o affumicati per 24 ore a -18°C. Il succo di limone o il vino non sono sufficienti per uccidere il parassita.

 

Per quanto possibile, occorre informarsi sulla qualità, l’età e la provenienza del pesce cercando di privilegiare quello di mare e appena pescato.

 

Meglio mangiare sushi in locali e sushi bar “accreditati” o comprare il sushi in quei supermercati dove è evidente che i controlli sono accurati, consumandolo in tempi rapidi ed evitando un congelamento superiore alle fatidiche 24 ore.

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