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Diario alimentare, uno strumento efficace per dimagrire e non sgarrare durante la dieta

 

Quando si decide di seguire una dieta, osservare in modo rigoroso gli schemi alimentari prestabiliti non è così semplice. Occorre molta buona volontà, certo, ma è anche necessario avere un quadro preciso dei propri comportamenti nei confronti del cibo, del modo di distribuire i pasti e dell’apporto calorico fornito dagli alimenti consumati nel corso della giornata.

 

Uno strumento valido per avere sotto controllo i diversi aspetti dell’alimentazione appena descritti è rappresentato dal diario alimentare, da compilare dopo ogni pasto per avere sempre a portata di mano un resoconto di quello che si è mangiato, degli errori commessi, delle piccole trasgressioni da eliminare.

 

Il diario alimentare è prezioso anche per lo specialista, il quale può consultare gli appunti scritti dal paziente, entrando così in possesso di dati decisamente utili per valutare il buon andamento della terapia dietetica suggerita.

 

Il diario alimentare deve essere portato sempre con sé, anche fuori casa e in qualsiasi momento della giornata, in quanto è essenziale annotare tutto quello che si ingerisce quotidianamente, incluse le bibite e i piccoli extra, quali caramelle, cioccolatini o snack, che incidono nel computo delle calorie assunte.

 

Occorre riportare la quantità del cibo consumato, il modo in cui è stato preparato, i condimenti che accompagnano le pietanze, ore e luoghi in cui si mangia, lo stato d’animo con cui si affrontano spuntini e pasti e le motivazioni psicologiche (es. tristezza, sconforto, malumore, stress, ansia, noia) alla base dei cosiddetti “sgarri alimentari”.

 

Il diario alimentare è uno strumento che si è rivelato molto produttivo anche a livello sperimentale. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che, nei pazienti sovrappeso, compilare un diario consente di ottenere risultati più soddisfacenti rispetto a quelli che si raggiungono senza l’ausilio del diario nutrizionale.

 

Una ricerca condotta dall’American College of Preventive Medicine ha seguito, per un periodo di sei mesi, 1.700 persone sovrappeso, suddivise in due gruppi: il primo gruppo teneva un diario alimentare, il secondo no. Analizzando i dati emersi dallo studio, gli studiosi hanno constatato che i soggetti appartenenti al primo gruppo erano dimagriti, mediamente, di 6 chili. Il doppio rispetto al calo ponderale ottenuto da coloro i quali non compilavano il diario.

 

In definitiva, tenere nota di tutto quanto si mangia è di certo un’attività che richiede una buona dose di pazienza. Ma, senza dubbio, questo piccolo sforzo è ampiamente ripagato dalla possibilità di comprendere dove e come intervenire per mettere in pratica correttamente le prescrizioni dietetiche cui abbiamo deciso di attenerci.

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