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Diete a basso tenore di carboidrati:

diete low-carb high-protein e diete low-carb high-fat

 

Le diete low-carb sono diventate popolari negli anni Novanta, quando si diffusero dapprima negli Stati Uniti e poi nel resto dei Paesi occidentali. A dispetto del loro successo, resta sempre vivo il dibattito circa la loro efficacia nel fare dimagrire e le conseguenze sulla salute di chi decide di adottarle.

 

Si definisce dieta low-carb (o dieta a basso tenore di carboidrati) un regime alimentare il cui apporto quotidiano di carboidrati è inferiore a 100 grammi.

 

Di norma, la suddivisione tra i vari macronutrienti di una dieta low-carb prevede, approssimativamente, il 50-60% di lipidi, il 20-30% di proteine e una quantità inferiore al 30% di carboidrati. Quantità, quest’ultima, decisamente più bassa rispetto a quella suggerita dai nutrizionisti, che raccomandano l’assunzione giornaliera di circa 140-180 grammi di carboidrati al giorno nei soggetti adulti con uno stile di vita sedentario.

 

Tra le diete low-carb più note sono da annoverare la dieta Atkins, la dieta Scarsdale, la dieta Montignac, la dieta South Beach.

 

I regimi alimentari a basso contenuto di carboidrati si distinguono in due gruppi principali, ovvero le diete low-carb high-fat (diete a basso tenore di carboidrati ma ad alto tenore di grassi) e le diete low-carb high-protein (diete a basso tenore di carboidrati con elevato apporto di proteine). Secondo il parere di molti studiosi, le diete maggiormente ricche di proteine sarebbero preferibili rispetto a quelle con alto apporto di grassi in quanto avrebbero maggior potere saziante e risparmierebbero molto più tessuto muscolare.

 

Le diete low-carb procurano una perdita di peso piuttosto rapida in quanto i carboidrati (o glucidi) costituiscono una delle principali fonti energetiche a cui il nostro organismo attinge. Se la quantità di glucidi è scarsa, l’organismo è costretto a scomporre i grassi per procurarsi energia, utilizzando le riserve di glucosio depositate sotto forma di glicogeno.

 

Questo tipo di diete determinano un veloce dimagrimento riducendo la quantità di carboidrati e, dunque, le calorie assunte quotidianamente.

 

Ma non mancano gli effetti negativi per la salute.

Anzitutto l’organismo, che in un primo momento attinge alle riserve di glicogeno contenute nella massa grassa, per ottenere ulteriori energie è costretto a intaccare le riserve contenute nei muscoli, con una conseguente perdita di massa muscolare.

In secondo luogo, questo processo produce un’elevata quantità di corpi chetonici che di norma causano cefalea, nausea, affaticamento e, nei casi più gravi, possono portare al coma e addirittura alla morte.

 

In conclusione, a parte i soggetti diabetici o affetti da disturbi cardiovascolari, che possono trarre giovamento dalle diete low-carb, pur sotto stretto controllo medico, chi vuole perdere peso deve seguire un’alimentazione che modera l’apporto calorico e lipidico e che prevede un consumo equilibrato di cereali, legumi, frutta e verdura.

Solo in questo modo si può dimagrire stabilmente, evitando i rischi per la salute provocati dalle diete low carb.

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