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g-Diet: dimagrire con la dieta genetica personalizzata sulla base dei geni del proprio DNA

 

Dai geni non si scappa. Sono loro a definire l’identità fondamentale di ogni persona. Quella non replicabile che è alla base della differenza fra esseri viventi.

 

Proprio a partire dalla mappatura genetica (DNA) personale, è possibile creare una dieta su misura in grado di adattarsi al metabolismo di ciascuno di noi. Perché, come è noto, ogni organismo umano risponde in maniera diversa all’assunzione dei vari cibi.

 

La dieta g-Diet - assicurano gli ideatori - è in grado di combinare vari elementi quali salute, complicati metabolismi e sapori con i piatti più gustosi.

 

Benvenuti nella nutrigenomica, l’applicazione dei progressi realizzati nella scienza della genetica al campo dell’alimentazione. La posa di un argine a obesità, affezioni cardiovascolari, diabete e osteoporosi trova così un importante alleato.

 

Dai laboratori dell’Area Science Park di Trieste prende forma un doppio kit per dimagrire e mantenersi in forma.

 

g-Profile e g-Diet, differenti per grado di sofisticatezza, contengono la strumentazione per effettuare prelievo di saliva, test del gusto amaro e questionario informativo sul proprio stile di vita da compilare e spedire.

 

Entro un mese, chi desidera perdere peso riceve un piano nutrizionale centrato sul proprio DNA, su preferenze alimentari ed esigenze nutrizionali dettate dai personali ritmi di vita.

 

Il genotipo di una persona, rassicurano gli esperti, è valutato con il proprio diario alimentare e affiancato da un’analisi del gusto attraverso particolari cartine reattive. In particolare, vengono studiati una ventina di geni della nutrizione responsabili del metabolismo degli zuccheri e dei grassi, nonché lo stile di vita della persona che intende riacquistare la linea ottimale. Esaminando le “mutazioni”, si propone un regime nutrizionale incentrato sulle caratteristiche specifiche del richiedente.

 

Il Prof. Paolo Gasparini, genetista all’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste e a capo del progetto scientifico di g-Diet, assicura sulla bontà del lavoro di dietologi e genetisti dei laboratori triestini che non comporta “sacrifici eccessivi” da parte di chi accetta di seguire i loro consigli.

 

A sostegno della dieta g-Diet c’è anche la ricerca di un gruppo di ricercatori statunitensi del Philadelphia’s Monell Chemical Senses Center, i quali hanno scoperto che il 31% dei geni fa riscontrare un legame con l’aumento di peso.

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