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Pausa pranzo in ufficio, gli errori da evitare per non ingrassare

 

Il numero di persone che, per motivi di lavoro e di studio, è costretto a mangiare fuori aumenta sempre più. Si stima che, in Italia, una persona su tre non rientri a casa per la pausa pranzo.

 

Pranzare in mensa, ristoranti, trattorie, bar, fast food o presso rivenditori di kekab può comportare squilibri nutrizionali che, nel lungo termine, aumentano il rischio di mettere su qualche chilo e di sviluppare problemi metabolici o patologie cardiovascolari, soprattutto se si svolge una vita sedentaria.

 

Seguire un’alimentazione scorretta influisce negativamente anche sul rendimento lavorativo, favorendo sonnolenza e scarsa produttività.

 

Vediamo quali sono gli errori da evitare per il benessere del nostro organismo.

 

Anzitutto, è necessaria una corretta distribuzione dei diversi nutrienti nel corso della giornata, già a partire dalla colazione, pasto che favorisce la possibilità di una suddivisione equilibrata di tutti gli altri. La prima colazione deve essere abbondante, con latte o yogurt, spremuta o succo di frutta, cereali, biscotti o fette biscottate.

 

Capita di saltare la colazione per mancanza di tempo o perché al mattino non si ha fame, magari a causa di una cena abbondante la sera precedente. In altri casi, al bar ci si limita a bere caffè o cappuccino con brioche o cornetto. In questo modo, si arriva all’ora di pranzo decisamente affamati e si tende a optare per un pranzo ipercalorico, con piatti elaborati, cibi fritti, alimenti ricchi di grassi saturi, il che è dannoso per la linea e per la salute.

 

Il pranzo ideale dovrebbe essere digeribile, povero di calorie e grassi e ricco di fibre, in modo tale da tenere alto il livello di attenzione ed evitare il senso di torpore pomeridiano.

 

Se ci si deve accontentare di un panino, portato da casa o comprato al bar, è preferibile farcirlo con bresaola, prosciutto crudo, pollo o tacchino, verdure grigliate.

 

Per un pranzo rapido, l’ideale sono alcune pietanze fredde, come insalatone miste, caprese, carpaccio, roast beef all’inglese o sushi, da integrare con un piccolo panino, verdura e frutta.

 

Come piatto unico è ammessa anche la pizza, a patto di mangiarne soltanto una a settimana, di fare attenzione agli ingredienti (meglio evitare le pizze con sottolio, formaggi, salame piccante, doppia dose di mozzarella) e di non consumare pasta o riso a cena per salvaguardare la silhouette, privilegiando verdura e frutta.

 

Assolutamente da evitare è il cosiddetto desk-eating, ossia il pasto in ufficio, direttamente sulla scrivania. Alcuni studi hanno dimostrato che consumare un pranzo veloce prima di riprendere il lavoro, magari mentre si naviga online, riduce il senso di sazietà, con il risultato che durante la giornata si ricorre a dannosi snack, spesso acquistati presso i distributori automatici.

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