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Polenta con condimenti ipocalorici e verdure, un’alleata della dieta

 

Bastano poche accortezze per consumare senza troppe preoccupazioni un buon piatto di polenta. Abbinata a vari alimenti, la polenta sta diventando una pietanza difficilmente rinunciabile anche da chi è attento a non mettere su qualche chilo di troppo.

 

Per prima cosa, è indispensabile ricordare come la polenta, che si prepara con farina di mais, acqua e sale cotti per almeno un’ora (a meno che non si usi farina di masi precotta, che limita sensibilmente i tempi di preparazione), rappresenti un valido sostituto di pasta, riso e pane. Una volta pronta, è da condire con un sugo di pomodoro con funghi o baccalà o associarla a uno spezzatino di carne. Non è dunque la polenta in sé a rappresentare un attentato alla forma fisica, sono piuttosto salse e intingoli ad aumentare il contenuto calorico.

 

Ecco alcuni suggerimenti per mangiare la polenta senza ingrassare.

 

Se si segue un regime ipocalorico, non oltrepassare la soglia dei 60 grammi di farina di mais (a crudo) a porzione. Per compensare la mancanza di proteine e vitamine PP, affiancarla, a scelta, a petto di pollo o tacchino, piselli, salmone affumicato, sarde o tonno (non in scatola). Per raggiungere il senso di sazietà più velocemente, è consigliabile abbinare la polenta a verdure. Per conservare i principi nutritivi presenti nella farina, è preferibile cuocerla nel paiolo di rame. Infine, non va dimenticato che si tratta di un alimento che, se associato a un buon miele naturale, aiuta a ridurre il gonfiore dell’intestino infiammato.

 

E se siamo davanti a una pietanza diffusa soprattutto nell’Italia settentrionale, va tenuto presente che già i Romani si nutrivano con il puls (da cui potrebbe derivare la parola polenta) e che, seppur con preparazioni differenti, attualmente si consuma anche in Basilicata, in alcune zone della Sicilia e perfino in Sardegna, dove viene abbinata a carne di maiale e verdure cotte nel vino.

 

Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di polenta di mais sono meno calorici rispetto alla medesima quantità di pasta di semola di grano duro.

Proviamo a mettere gli alimenti uno accanto all’altro: nella polenta sono presenti proteine vegetali pari a 4,4 grammi a dispetto dei 10,8 della pasta; i carboidrati sono pari a 40,8 grammi contro gli 82,8 della pasta; le fibre sono 1,3 grammi rispetto ai 2,6 della pasta. Persino calcio e ferro sono inferiori poiché nella polenta sono rispettivamente 0,9 e 3 milligrammi e nella pasta 1,3 e 17. E le calorie? Il confronto è impari: 183 calorie contro 356.

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