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Chitosano, l’integratore alimentare per assorbire i grassi

 

La riduzione del peso corporeo e l’eliminazione dei grassi in eccesso sono gli obiettivi di molte diete, che quindi richiedono un certo impegno per essere portate avanti. Non ci sono regimi alimentari che non presuppongano almeno un piccolo sacrificio o comunque una certa attenzione alla propria alimentazione.


Chi offre soluzioni semplici, come la sola assunzione di pillole dimagranti, non è generalmente da ritenersi affidabile. Esistono però composti e molecole naturali, come il chitosano, che possono aiutare coloro che vogliono perdere peso, dando una mano alle tante persone che, pur seguendo attentamente una dieta e facendo attività fisica, ottengono risultati a volte insoddisfacenti.

Il chitosano è spesso descritto come una molecola che “mangia i grassi”. In effetti ha la capacità di legare a sé alcune molecole di grasso alimentare che non saranno assorbite dall’organismo: in questo modo fino al 30% dei grassi introdotti con l’alimentazione non si accumula nel nostro corpo.

Proprio come la cellulosa, il chitosano è una fibra alimentare e, in quanto tale, non è assorbita dall’organismo: le molecole di grasso che si legano al chitosano sono espulse direttamente senza essere metabolizzate.

Il chitosano è una molecola naturale, un polisaccaride presente in diversi organismi, tra cui nel guscio dei crostacei (il chitosano utilizzato a scopi dietetici è spesso estratto dai gamberetti) e nella parete cellulare dei funghi. Non si tratta quindi di un composto che deriva dalla sintesi chimica artificiale; anche per questo è comunemente considerato un buon integratore alimentare.

Per smaltire i grassi, non si può ovviamente fare affidamento sul solo chitosano. Occorre seguire un regime alimentare controllato e svolgere una regolare attività fisica.

Occorre precisare che non tutti gli studi scientifici concordano sugli effetti a lungo termine del chitosano. In alcuni casi, le differenze tra i pazienti ai quali si è somministrato un placebo e quelli che impiegavano chitosano si sono rivelate significative, in altri casi no.

A ogni modo, prima di iniziare a usare il chitosano è bene rivolgersi a un nutrizionista o al medico di base. Particolare cautela è richiesta a donne in stato di gravidanza, donne in fase di allattamento e a tutti coloro i quali hanno già manifestato allergia alimentare verso i crostacei.

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