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Radiofrequenza, un metodo per combattere i dolori cronici

 

Assicurano che questo metodo è in grado di offrire sollievo dal dolore persistente anche per molto tempo. Con un’anestesia locale e un leggero sedativo, la sofferenza durante le sedute è praticamente nulla. E i rischi associati sono minimi.

 

Si tratta della radiofrequenza, uno dei metodi maggiormente in via di diffusione contro il dolore cronico. Solitamente il suo utilizzo segue una terapia farmacologica senza risultati apprezzabili.

 

In Italia non può che trovare terreno fertile. Una recente ricerca dell’EFIC (European Federation of IASP Chapters, ‘Federazione Europea dei Circoli IASP’), associazione europea specializzata negli studi sul dolore, colloca i cittadini della Penisola al terzo posto in Europa nella classifica dei più sofferenti di dolore cronico. Solo in Belgio e in Polonia si sta peggio.

Da un punto di vista statistico, le donne sono più colpite degli uomini.

Se la sofferenza è fisica, appare evidente come i riflessi abbiano ripercussioni anche a livello psichico. All’origine ci può essere un incidente, un’infezione o persino un intervento chirurgico.

 

È possibile sottoporsi alla procedura per la lesione a radiofrequenza sia all’interno di centri chirurgici che di ospedali pubblici italiani.

 

Effettuata l’anestesia locale, attraverso i raggi X si guida un ago nella zona dolorosa. Per accertare l’esatto inserimento vengono quindi sollecitati i nervi in prossimità della punta dell’ago. Solo dopo questa verifica è possibile procedere con il trattamento di trasmissione di corrente a radiofrequenza.

 

Secondo il professore Diego Beltrutti, Senior Consultant in Medicina del dolore dell’Unità operativa di Anestesia e Day Hospital Chirurgico in Humanitas e autore di alcuni testi scientifici sull’argomento, è lecito affermare che, in alcune situazioni cliniche, il trattamento a radiofrequenza «sembra dare i migliori risultati». In quali? Dolore radicolare cervicale, nevralgia del trigemino, nevralgia di Arnold, dolore cronico alla spalla, dolore lombalgico cronico e alcuni dolori pelvi-perineali.

 

In linea di massima, il sollievo dal dolore può durare dai tre a un anno, «un periodo lunghissimo per chi soffre quotidianamente di dolore cronico», fa presente il dottor Beltrutti.

Ma è quasi sempre possibile applicare il trattamento più di una volta.

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