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Panca a inversione per il benessere della schiena

 

Una panca a inversione (conosciuta anche come panca a inversione gravitazionale) è un attrezzo ginnico da utilizzare sdraiati, a testa in giù. L’utilizzatore ha la possibilità di sperimentare i vari gradi d’inclinazione sino a trovare il più adatto ai propri bisogni.

 

È impiegata nella cosiddetta terapia ad inversione, una manovra di trazione della colonna vertebrale usata per curare i dolori alla schiena (la lombalgia ad esempio). Come funziona? Lo sfruttamento della forza di gravità attuato grazie alla posizione specifica pone in essere un’azione fluidificante delle vertebre, annullando pressioni e carichi eccessivi sopportati dalla schiena.

 

Risultato: una distensione muscolare che genera un immediato senso di sollievo, leggerezza e benessere. La terapia ad inversione antigravitazionale può essere combinata con il Metodo Asgard, una soluzione per migliorare la postura e aumentare la statura.

 

Il compito della terapia con la panca a inversione è dunque il mantenimento dello stato di salute degli elementi cartilaginei noti come dischi intervertebrali. La loro funzione è triplice: sopportare e assorbire gli urti; separare le vertebre; eliminare la rigidità della spina dorsale.

 

Da tale cura derivano diversi benefici: progressiva riduzione degli effetti negativi causati dalla forza di gravità, come la perdita nel corso degli anni di 1,5/2 centimetri di statura; sensibile sviluppo del senso di orientamento, della capacità di equilibrio e dell’ossigenazione cerebrale.

 

Tuttavia, bisogna tenere in considerazione alcuni fattori particolari al fine di evitare usi impropri o sconsiderati. Tale pratica è sconsigliata ad esempio alle persone che soffrono di cuore. Questo perché la posizione capovolta aumenta in modo esponenziale la cadenza, la gittata, la resistenza periferica, il ritorno venoso e il consumo di ossigeno del muscolo cardiaco, determinando un affaticamento progressivo. Altre controindicazioni d’utilizzo sono l’obesità grave, la gravidanza, la congiuntivite, l’ipertensione, i traumi alla colonna vertebrale e i disturbi del metabolismo osseo.

 

Un controllo medico preliminare consentirà di eliminare ogni dubbio e stabilire se sia possibile procedere a tale pratica curativa senza rischi per la salute.

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