salute & benessere > viver sano

 

Un regime alimentare sano può essere rovinato da frutta e verdura contaminata da pesticidi e fungicidi

 

Anche le certezze sono destinate a infrangersi. E non dinanzi a nuove scoperte o rivelazioni sensazionali. Bensì a causa di scelte scellerate e poco lungimiranti da parte dell’uomo. L’antico e condiviso adagio “una mela al giorno toglie il medico di torno” rischia di trasformarsi in un pericoloso consiglio. L’utilizzo indiscriminato di pesticidi in ogni parte del mondo fa diventare pericolosi per la salute alcuni dei cibi più consumati e tradizionalmente sani.

 

Secondo i ricercatori dell’Environmental Working Group, i veleni chimici presenti sulle bucce di numerosi frutti e sulla superficie di tante verdure rischiano di stravolgere le abitudini alimentari consolidate di mezzo mondo.

 

Facendo riferimento ai dati e ai numeri forniti dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e dal Food and Drug Administration (ente governativo che si occupa di regolamentare e vagliare i prodotti alimentari e farmaceutici), gli studiosi hanno stilato una vera e propria graduatoria dei cibi maggiormente a rischio a causa dei pesticidi killer.

 

In cima ci sono le mele. A seguire, non senza stupore, sedano e fragole. E ancora, in ordine decrescente, pesche, spinaci, nettarine (importate), uve (importate), peperoni dolci, patate, mirtilli (nazionali), lattuga.

 

Quali sono, invece, i cibi da consumare senza preoccupazione? Innanzitutto la cipolla, bianca o rossa che sia, e il mais dolce. Il frutto meno contaminato è esotico: l’ananas. Gli altri alimenti (relativamente) sicuri sono avocado, asparagi, piselli, mango, melanzane, melone (nazionale), kiwi, cavolo, anguria, patate dolci, pompelmo e funghi.

 

Sonya Lunder, analista senior dell’Environmental Working Group, rivela di avere scoperto che la quasi totalità delle mele campione, il 98%, mostra residui di 48 pesticidi diversi: “Quello che pensiamo sia accaduto in questo caso è che per le mele i maggiori pesticidi e fungicidi siano stati applicati dopo il raccolto in modo che il frutto possa avere una lunga durata di conservazione”. E se i pesticidi potrebbero essere presenti anche in piccole quantità, l’esperta confessa di non essere a conoscenza degli effetti a breve e lungo termine sulla salute.

My892000
LA MIA AGENDA
LA MIA RUBRICA
LE MIE NOTE
LE MIE RICERCHE
chiudi