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Indice glicemico e carico glicemico: perché sono importanti e come si calcolano

 

L’esame, almeno nella fase di controllo periodico, non deve suscitare particolari allarmismi. Per la sua misurazione non occorre né una strumentazione complessa né è indispensabile recarsi da uno specialista. Per conoscere i valori della glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue, si può rimanere comodi a casa. Basta dotarsi di un semplice misuratore.

 

Facilità di calcolo e immediata reperibilità dell’apparecchiatura a parte, è comunque consigliabile non perdere mai di vista l’indice glicemico, cioè la rapidità con cui cresce la glicemia dopo l’assunzione di una quantità di alimento contenente 50 grammi di carboidrati.

 

Chi si trova per la prima volta davanti a una tabella degli indici glicemici (quella aggiornata, “International table of glycemic index and glycemic load values”, risale al 2003) noterà la presenza di percentuali. Il calcolo è effettuato sulla base della velocità di aumento della glicemia rispetto a quella dell’alimento di riferimento. Solo per fare un esempio, la coppia di elementi più utilizzati è composta da glucosio e pane bianco. Se l’indice glicemico del primo è pari a 50 significa che l’alimento fa crescere la glicemia con una rapidità pari alla metà del secondo. E siccome è possibile imbattersi in indici diversi per lo stesso alimento, è consigliabile la verifica delle fonti, accertandosi che il calcolo sia stato effettuato sulla base dello stesso alimento di riferimento.

 

Il calcolo dell’indice glicemico ha preso talmente piede da fare ruotare attorno a sé (non senza alcune critiche) alcune diete alimentari, come quella di Montignac.

 

Provando a dividere i cibi più comuni in tre fasce, gli alimenti con basso indice glicemico sono fagioli, fruttosio, latte, mele, noci, pesche, piselli, riso parboiled, yogurt. Tra gli alimenti con indice glicemico medio vi sono arance, cereali integrali per la prima colazione, mais, pane integrale, pasta e riso brillato. Alimenti con alto indice glicemico sono banane, carote, cracker, glucosio, miele, pane bianco, patate, uva.

 

Ma perché è preferibile consumare cibi a ridotto carico glicemico?

 

Innanzitutto per prevenire alcune disfunzioni come diabete, obesità e a resistenza all’insulina. Alimenti che registrano un elevato indice glicemico aumentano i rischi di sviluppo del diabete di tipo 2 e di diversi fenomeni patologici.

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