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GUIDA TURISTICA NAPOLI

 

Informazioni generali su Napoli

Napoli si presenta al mondo con l’incantevole ed esclusiva cornice del suo golfo, che si estende tra il maestoso Vesuvio e l’area vulcanica dei Campi Flegrei.

“Vedi Napoli e poi muori” è un detto che perde le sue origini nella notte dei tempi, ma che sottolinea l’unicità della suggestiva bellezza che la città campana propone al mondo e che, almeno una volta nella vita, bisognerebbe visitare.

Il suo immenso (è il più vasto d’Europa), popoloso e più che mai caratteristico centro storico ha valso a Napoli l’inserimento tra i siti del patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’UNESCO.

 

Cosa visitare

Espressa in tutte le sue forme, l’arte antica che contraddistingue il capoluogo campano è il mirabolante risultato della sovrapposizione di stili architettonici sviluppatasi in tre millenni di storia delle civiltà, che a Napoli si sono insediate lasciando un’indelebile traccia del loro passaggio.

Cosa visitare a  Napoli? Tutto! Perché ogni cosa è unica e inimitabile come, per esempio, le catacombe cristiane, site oltre le mura cittadine e che rappresentano le prime testimonianze della storia della Cristianità; la Basilica di Santa Chiara e il suo monastero, celebrato dalla canzone “Munasterio ‘e Santa Chiara” scritta in memoria dei bombardamenti del 4 agosto 1943, quando l’intero complesso fu abbattuto dai bombardamenti degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale; Piazza del Plebiscito e il seicentesco Palazzo Reale, sede della monarchia sabauda fino al 1946 e che oggi ospita una delle più ricche pinacoteche europee; il duecentesco Maschio Angioino (Castel Nuovo) di Piazza Municipio, a lato dei giardini di Palazzo Reale e a pochi passi dal porto di Napoli.

Passeggiando sul lungomare, il Vesuvio ammicca, maestoso, e impreziosisce il Golfo.

 

Cosa mangiare

L’arte culinaria partenopea va a pari passo con la storia della città e le sue origini si perdono nell’arcaico periodo greco-romano, per proseguire nella successione di altre civiltà e culture.

Gli ingredienti più tipici della cucina coincidono con gli alimenti peculiari della dieta mediterranea: pasta, pane, pomodoro per a’ pummarola (salsa con il pomodoro fresco), pesce e carne, formaggi, verdura e frutta fresche.

Due menzioni a parte vanno a due simboli della gastronomia napoletana.

Sebbene la prima attestazione scritta della parola ‘pizza’ risalga al latino volgare sul finire del X secolo, la tradizione vuole che la pizza margherita, con pomodoro, mozzarella e foglie di basilico, i cui colori ricordano quelli della bandiera tricolore, fu creata nel 1889, in onore della regina d’Italia Margherita di Savoia (dalla quale ne trae il nome). Ma già nel 1866 Francesco De Bourcard, editore italiano di origine napoletana, diede una descrizione dei principali tipi di pizza (che oggi conosciamo come pizza margherita, pizza marinara e calzone): si documenta così che la ‘margherita’, 23 anni dopo, non rappresentò una vera e propria ideazione esclusiva.

Da non dimenticare l’ineguagliabile caffè alla napoletana, preparato in una caffettiera particolare (caffettiera napoletana, per l’appunto) e in maniera differente rispetto al caffè con la moka.

 

Mezzi di trasporto

Muoversi nel traffico napoletano presenta non poche difficoltà ed è per questo che si è individuata nella rete metropolitana Metronapoli  una buona soluzione per l’intero attraversamento della città.

In alternativa, ci si può muovere con le linee urbane dell’ANM.  

 

Cinema e spettacolo

Il cinema è nato a Napoli. Proprio qui, infatti, i fratelli Lumière, padri fondatori dell’arte della celluloide, ambientarono le loro prime riprese cinematografiche.

L’elenco dei film girati a Napoli è assai lungo. Basti solo pensare ai film di Vittorio De Sica (es. L’oro di Napoli, 1954; Ieri, oggi e domani, 1963; Matrimonio all’italiana, 1964), di Nanni Loy (es. Le quattro giornate di Napoli, 1962; Café Express, 1980; Mi manda Picone, 1983; Scugnizzi, 1989), di Massimo Troisi (Scusate il ritardo, 1983; Pensavo fosse amore invece era un calesse, 1991). Le location napoletane hanno ispirato anche il girato di Roberto Rossellini (secondo episodio di Paisà, 1946), Pier Paolo Pasolini, Steno, Lina Wertmüller, Gabriele Salvatores e tanti altri registi di fama internazionale.

Tra i libri trovano posto Il giorno prima della felicità dello scrittore e poeta napoletano Erri De Luca, il quale racconta la vicenda di Smilzo ‘la scimmia’, un orfanello cresciuto dall’uomo tuttofare Don Gaetano nella Napoli degli anni Cinquanta; La Città perfetta di Angelo Petrella, che narra un thriller con le sanguinose vicende camorristiche che imperversano a Napoli negli anni Ottanta e Novanta; il best seller Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra di Roberto Saviano, che racconta il potere esercitato dalla camorra. Ancor prima ricordiamo La Pelle di Curzio Malaparte, che descrive l’occupazione degli Alleati dal 1943 al 1945 e l’ingenuità del soldati americani in antitesi con la disperazione degli italiani ormai sconfitti, e Il cappello del prete di Emilio de Marchi, che dà conto delle tortuose vicissitudini di un barone napoletano caduto in disgrazia.

 

Lo sapevi che…

Si dice che ‘O sole mio, canzone in lingua napoletana pubblicata nel 1898, sia la canzone italiana più conosciuta nel mondo.

Nella città partenopea, dopo l’Unità d’Italia, il Banco di Napoli stampò la lira da spendere nel neonato Regno d’Italia.

A Napoli, dove magia e superstizione si fondono in un vero e proprio culto, nacque la smorfia napoletana, che permette di ricavare i numeri da giocare al lotto attraverso l’interpretazione dei sogni.

La maschera locale partenopea è Pulcinella, la raffigurazione dell’estro, della furbizia e dell’ingegnosità dei napoletani.

A Napoli, nel 1754, fu istituto il primo corso di laurea in Economia.

Napoli diede i natali a personaggi d’eccellenza, quali Antonio De Curtis (in arte Totò), Eduardo e Peppino De Filippo, Eduardo Scarpetta, Raffaele Viviani, Enrico Caruso,

A Napoli riposano i grandi poeti Virgilio e Giacomo Leopardi.

 

Itinerari

L’itinerario per eccellenza per meglio conoscere le bellezze artistiche partenopee parte da Piazza Garibaldi, sede della stazione ferroviaria, da cui ha inizio un tour capace di infondere emozioni indimenticabili. La Linea 1 della metropolitana, conosciuta come la “metropolitana dell’arte”, conduce nel cuore della città, dove si possono ammirare le bellezze di Corso Umberto, il Duomo di Napoli presso cui si trova il Tesoro di San Gennaro (il 17 agosto 1389 avvenne il fenomeno della liquefazione del sangue per la prima volta), Via dei Tribunali con le basiliche di San Lorenzo Maggiore, San Paolo Maggiore e San Gregorio Armeno. Prossimi a queste chiese, ci sono gli invitanti mercatini attraverso cui passeggiare e fare qualche acquisto.

 

Shopping

Nell’ambito della moda, dell’eleganza e del fashion, “la capitale del mandolino, della pizza e del sole” vanta atelier e showroom dove effettuare acquisti esclusivi come le cravatte di Marinella, note in tutto il mondo e indossate da autorità e VIP, gli abiti di Ferragamo e altri stilisti nelle migliori boutique del centro.

Le vie dello shopping si concentrano in Via Riviera Chiaia, Via Poerio, Piazza dei Martiri, Via Calabritto, Via Dei Mille e Via Filangeri.

 

Info utili

In auto, a Napoli si arriva per mezzo delle autostrade A1, A3 e A16.

Napoli è connessa a Milano da una tratta ferroviaria ad alta velocità, che consente di arrivare nel capoluogo partenopeo in tempi davvero rapidi e con un disagio minimo. La Stazione Centrale porta il viaggiatore direttamente in prossimità del centro della città.

Il capoluogo campano è raggiungibile in aereo grazie all’Aeroporto Internazionale Napoli Capodichino.

Il porto di Napoli è uno dei più grandi dell’Europa meridionale e collega la città con alcune delle più importanti città costiere del Mediterraneo.

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