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GUIDA REGIONE SICILIA

 

Informazioni generali

La Sicilia è una regione di forti contrasti e colori saturi, con un entroterra aspro e assolato e una fascia costiera multiforme e con scenari mozzafiato.

La sua posizione geografica, crocevia tra Europa, Africa e Asia Minore, ne ha fatto da sempre una terra ambita da tutti i popoli che si affacciano sul Mediterraneo. La sua storia è scandita da una lunghissima serie di invasioni da parte di conquistatori diversi – punici, greci, romani, arabi, normanni, francesi, spagnoli, per citare solo quelli che hanno tenuto il controllo dell’isola più a lungo –, ciascuno dei quali ha lasciato un segno indelebile e riconoscibile nel patrimonio monumentale e nella cultura dei siciliani. Oggi il turista può ammirare un retaggio artistico e culturale che non ha eguali nella storia d’Italia e d’Europa, scoprendo forme architettoniche non riscontrabili in nessun altro luogo, come quelle prodotte dallo stile arabo-normanno, che ha coniato edifici di straordinaria bellezza e di assoluto pregio culturale.

Il territorio siciliano è ricoperto prevalentemente da una vegetazione tipicamente mediterranea, che dipinge scenari in grado di suscitare forti emozioni al turista. Le città e i paesi sono quasi sempre connotati dal largo uso della pietra arenaria, che conferisce tinte calde e solari agli edifici di maggiore spicco. I centri urbani dell’area orientale sono invece caratterizzati spesso da tinte più scure, derivanti dal largo uso di materiali vulcanici per la costruzione dei fabbricati.

Il turismo nell’isola è incentrato sia sulla visita delle numerose città d’arte che costellano la regione sia sulla vacanza balneare, che qui il clima mite rende possibile da maggio a ottobre.


Dove andare: mare e natura

I litorali siciliani presentano una ricchezza e una varietà di prospettive che lasciano sempre incantati i turisti. Lidi di sabbia chiarissima e fine si alternano a spiagge di sassi o a tratti scogliosi, qualche volta molto alti e a picco sul mare.

La costa della Sicilia settentrionale è tra le più antropizzate, presentando una successione quasi ininterrotta di paesi che si affacciano sul mare alternati a tratti di costa balneabili dalle più varie connotazioni geomorfologiche. Tra i luoghi che più di altri meritano una visita ci sono Mondello, il litorale di Castellammare del Golfo, Cefalù, Capo Calavà, Capo d’Orlando. Gli amanti della natura più selvaggia possono esplorare la costa compresa nella riserva naturale orientata dello Zingaro, all’estremità occidentale del Golfo di Castellammare, un esempio di macchia mediterranea totalmente privo dalla presenza di esemplari di flora non autoctona. Qui il visitatore può fare il bagno in una delle suggestive calette che si avvicendano lungo il percorso.

La costa occidentale ha in San Vito Lo Capo una delle sue perle: una lunga spiaggia dalla sabbia bianchissima che non teme il confronto con nessun paradiso tropicale. Muovendo oltre Trapani si incontra la riserva dello Stagnone, un’area marina molto estesa delimitata esternamente da alcune isolette. La sua prerogativa è di mantenere una profondità media non superiore metro e settanta: anche a distanza di parecchie centinaia di metri dalla costa ci si può trovare con l’acqua all’altezza del petto o addirittura alle ginocchia.

A sud, sul canale di Sicilia, le coste sono meno popolate e può capitare di camminare per chilometri su spiagge totalmente selvagge. In questa zona il mare è molto freddo, per cui chi non tollera le basse temperature dell’acqua potrebbe preferire altri litorali. Da segnalare il lido di Selinunte, quello di Menfi, insignito della Bandiera Blu, e quello di Marina di Modica.

La costa orientale si può dividere in due aree. Quella meridionale, compresa tra le province di Ragusa e Siracusa, è considerata da molti la regione ideale per chi aspira a una vacanza da dedicare interamente al sole e al mare. Lido di Noto, Marina d’Avola e Fontane Bianche sono le gemme di questa zona. Quella settentrionale si estende da Siracusa a Messina. Qui si scopre un territorio dominato dal più grande vulcano d’Europa, l’Etna, che con la sua maestosità e la veemenza delle sue eruzioni contrassegna in modo unico e pittoresco l’ambiente naturale. Il turista, oltre a bagnarsi nelle acque di Acireale, Giardini Naxos, Mazzarò o Letojanni, non può rinunciare a una gita alle pendici dell’Etna, che gli rivelerà panorami di incomparabile bellezza. Quando il vulcano non presenta una violenta attività eruttiva, è anche possibile salire fino quasi al cratere: una gita consigliata agli amanti delle escursioni estreme.

L’entroterra siculo è meno noto delle sue coste. Sebbene presenti una minore quantità di punti d’interesse turistico è raccomandabile programmare un tragitto verso l’interno, per esempio attraversando il magnifico parco regionale dei Nebrodi o puntando ancora di più verso il centro, in direzione di Enna. Le colline e le montagne dell’isola, erose dal vento e dalla siccità, offrono alla vista dei paesaggi che si imprimeranno in modo incancellabile nella memoria.

 

Città principali: cosa vedere

Palermo – Capoluogo della regione e città più popolosa della Sicilia, Palermo offre al turista un patrimonio monumentale di straordinario valore. Si estende sulle rive del golfo omonimo, limitato a ovest da Monte Pellegrino, promontorio che Goethe definì il più bello del mondo, e a est da Capo Zafferano, scenario naturale di assoluta bellezza.

Chi visita Palermo non può non andare alla scoperta di monumenti medievali costruiti nel periodo della dominazione araba e successivamente di quella normanna, come San Giovanni degli Eremiti, San Cataldo, la Cattedrale, la Zisa, la Cuba, la Chiesa della Magione, il Palazzo dei Normanni, la Martorana, la Chiesa di San Francesco. Il periodo del tardo medioevo presenta edifici come il Palazzo Steri, il Palazzo Abatellis, la Chiesa di Santa Maria della Catena, la Chiesa di Sant’Antonio, il complesso dello Spasimo, tutti con cifre stilistiche originali, derivanti dalle varie contaminazioni architettoniche tipiche della città. Se a Palermo mancano esempi di un’architettura propriamente rinascimentale, vagamente riconoscibile in edifici come il Palazzo delle Aquile e la Fontana Pretoria, l’impronta del barocco ha lasciato segni vigorosi, con edifici civili come Palazzo Comitini, Palazzo Bonagia, Palazzo Belmonte-Riso, Palazzo Butera, Palazzo Sant’Elia e le innumerevoli costruzioni religiose, caratterizzate da facciate sontuose e interni decorati in modo opulento e spesso sbalorditivo nella cura del singolo particolare. Tra queste non può mancare una visita alle chiese di Casa Professa, San Giuseppe dei Teatini ai Quattro Canti, Sant’Ignazio all’Olivella, San Domenico, San Francesco di Paola e all’Oratorio del SS. Salvatore. Tra gli altri edifici monumentali menzioniamo il Teatro Massimo, uno dei più grandi e imponenti d’Europa.

Chi visita Palermo deve anche prevedere un percorso attraverso i suoi mercati cittadini, pieni di voci, di odori e di cromie sature e a tratti perfino stordenti. Si può partire dalla Vucciria e, in un percorso lungo quasi un chilometro, arrivare fino al quartiere Capo uscendo da una delle porte storiche della città, Porta Carini.

Siracusa – Fondata dai Greci in epoca ellenica, Siracusa è senza tema di smentite una delle città più belle d’Italia. Sorge in parte sull’isola di Ortigia e in parte sul tratto di costa prospiciente l’isola stessa.

Una visita a Siracusa, imprescindibile se si fa un tour della Sicilia, normalmente viene articolata in due fasi. La prima è il percorso archeologico, che porta a visitare l’area in cui si trova il grandioso Teatro Greco, l’Anfiteatro Romano, l’Ara di Ierone II e le latomie, antiche cave di pietra in cui si trova il celeberrimo Orecchio di Dionisio, una caverna scavata nella roccia che per la sua forma singolare ha il potere di amplificare ogni suono che viene prodotto al suo interno. La leggenda vuole che qui il tiranno di Siracusa rinchiudesse i prigionieri per sentire ogni confabulazione e ricavare così preziose informazioni segrete. La seconda parte della visita si snoda attraverso Ortigia, dove si incontrano edifici di straordinario valore monumentale, per lo più di epoca barocca, in qualche caso costruiti su strutture greche preesistenti. La Cattedrale, per esempio, di foggia barocca, è ricavato da un tempio greco. Da visitare anche la Chiesa di Santa Lucia alla Badia, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di San Paolo, la Chiesa di San Giovanni Battista. Un percorso in Ortigia non può escludere la graziosa Fonte Aretusa, alimentata da un corso d’acqua dolce che sgorga in superficie a pochi metri dal mare, creando un ambiente che crea le condizioni ottimali per lo sviluppo di una folta vegetazione di papiri.

Insieme alla vicina necropoli rupestre di Pantalica, Siracusa è stata inserita dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità.

Catania – Anche Catania ha origini greche. Sebbene non sia presente un parco archeologico simile a quello di Siracusa, rovine di epoca ellenica e romana sono visibili in più punti della città.

Il centro storico, che fa parte del’area monumentale della Val di Noto dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, è tipicamente edificato utilizzando la pietra lavica, che ha impresso un caratteristico colore scuro a larga parte degli edifici. Il cuore della città è la Piazza del Duomo, dove sorge la Cattedrale di Sant’Agata, il monumento più significativo della città, ricavato, come quello di Siracusa, da un precedente tempio greco, prima riadattato a chiesa cristiana durante la dominazione normanna, poi rimaneggiato in epoca barocca. Un altro palazzo di grande valore artistico è il Palazzo degli Elefanti. Nella stessa piazza la Fontana dell’Elefante, il simbolo della città. Poco lontano si trova il Teatro Massimo Bellini. Altri edifici monumentali sono Palazzo Biscari, Palazzo Fassari Pace, la Chiesa di San Benedetto e la Chiesa di San Giuliano. Molto interessante anche la visita alla casa di Vincenzo Bellini, a cui questa città diede i natali. Non può mancare una lunga passeggiata per Via Etnea, senza tralasciare di deviare di tanto in tanto per le graziose traversine dove spesso si mostrano le facciate di edifici barocchi di pregevole fattura.

 

Borghi antichi

I paesi siciliani dotati di edifici di interesse artistico sono innumerevoli. Ne segnaliamo alcuni tra i più noti.

Monreale, a pochi chilometri da Palermo, è noto in tutto il mondo per il duomo, un edificio religioso di epoca normanna il cui interno è interamente ricoperto da mosaici in larga parte realizzati con oro zecchino, e il chiostro, uno dei più aggraziati esempi di arte normanna.

Erice, cittadina dalle fattezze medievali in provincia di Trapani arroccata in cima al monte omonimo, da cui si può ammirare un panorama che si estende a larga parte della costa nordoccidentale siciliana fino alle isole Egadi. Numerosi i monumenti medievali presenti.

La cosiddetta Valle dei Templi di Agrigento, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, è uno dei più importanti siti archeologici del Mediterraneo. Il complesso dei templi dorici presenti – tra i quali il celeberrimo Tempio della Concordia, magnificamene conservato – è uno dei più notevoli esempi mondiali dell’arte e della cultura greca.

Le città tardo barocche della Val di Noto, dichiarate dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità. In particolare vanno visitate Ragusa, Noto, Palazzolo Acreide, Militello, Caltagirone, Modica e Scicli. Tutte insieme rappresentano uno degli esempi più significativi e magniloquenti dell’architettura barocca italiana.

Taormina, che con la sua veduta che spazia dall’Etna allo Stretto di Messina è una delle mete turistiche più celebrate di tutta l’Europa mediterranea. Qui si può visitare lo splendido Teatro Greco-Romano, dove vengono inscenati ancora oggi numerosi spettacoli teatrali e musicali.

Piazza Armerina, nel profondo entroterra siculo, al limitare della breve catena dei Monti Erei. È nota per la Villa del Casale, un edificio di epoca romana che ha perfettamente conservato la struttura e i mosaici pavimentali. Dal 1997 è stata inserita tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

E poi ancora Segesta, Marsala, Selinunte, Sciacca, Avola, Aci Castello, Tindari, Santo Stefano di Camastra, Cefalù. Non dovrebbe nemmeno mancare una tour delle Isole Eolie, di origine vulcanica e contenenti attualmente due vulcani attivi, Stromboli e Vulcano, dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO

Cosa mangiare

La cucina siciliana è caratterizzata da sapori molto forti e spesso contrastanti, che in qualche caso possono perfino stordire il turista. Sulle coste prevalgono i piatti di pesce, in tutte le sue forme. Nei paesi interni abbondano i piatti a base vegetale, meno diffusa la carne.

In generale il primo è quasi sempre una pasta, con condimenti spesso a base di pesce o di pomodoro, mentre nell’area di Trapani bisogna gustare il cuscus di pesce, derivato dalla tradizione gastronomica araba.

Sovente nelle preparazioni dei piatti vengono utilizzate delle erbe aromatiche come basilico, prezzemolo, menta, alloro, origano, rosmarino, cipolle, semi di finocchio e finocchietto selvatico. Spesso si aggiunge sapore con largo uso di capperi, aglio e cipolla.

Su ogni tavola siciliana non può mancare il pane, spesso cosparso di sesamo.

Menzione speciale meritano i dolci. La pasticceria siciliana è una delle più ricche d’Italia: i potenti dell’isola utilizzavano infatti i dolci e la loro presentazione estetica per ostentare la loro ricchezza, chiedendo ai cuochi di inventare sempre nuove ricette per stupire gli ospiti. Ricotta di pecora, mandorle, nocciole, pistacchi, creme di ogni tipo e pan di Spagna sono solo alcuni dei componenti della pasticceria siciliana. Cassate, cannoli, buccellati, torte di ogni tipo, deliziano il turista con i loro gusti intensi e ricchi. E non mancano gelati e granite: alla fine del XVII secolo proprio in Sicilia è stato inventato il gelato come si intende oggi.


Attività sportive

Gli sport legati all’acqua e al mare sono i più praticati in Sicilia. Dal windsurf allo sci nautico, dalla canoa alla vela, gli appassionati del mare troveranno spazio e attrezzature per lanciarsi nelle proprie attività preferite.

Durante la stagione fredda, le Madonie e l’Etna offrono piste attrezzate per praticare sport tipicamente invernali.

Nelle zone dell’interno non mancano i maneggi e la possibilità di fare lunghe passeggiate a cavallo.


La Sicilia in primavera ed estate

Il turista che viene in Sicilia in primavera o in estate potrà fare una vacanza tutta dedicata al sole e al mare. Visitare l’isola in questo periodo significa fare una vacanza estiva per eccellenza, in cui dopo un tour di una città d’arte si può raggiungere facilmente una spiaggia e completare la giornata con un bagno rinfrescante.

L’unico avvertimento è di evitare di andare in Sicilia nel pieno dell’estate se non si sopporta il caldo: in luglio e agosto l’isola è spesso colpita dallo scirocco, un vento di provenienza africana che può portare le temperature a punte davvero insopportabili!


La Sicilia in autunno e in inverno
L’inverno è un ottimo periodo per visitare le città, perché il termometro raramente scende sotto i 10 gradi, rendendo possibile passeggiare per le vie cittadine senza intirizzire. Molti turisti scelgono di visitare la Sicilia in inverno proprio per evitare il freddo dei paesi nordici durante mesi come dicembre, gennaio o febbraio.

L’autunno in Sicilia non ha dei tratti peculiari. La prima parte, che si protrae sovente fino all’inizio di novembre, ha le caratteristiche di un’estate fresca: in qualche caso le temperature consentono di fare bagni al mare. Dopo novembre il clima è sostanzialmente quello invernale, con temperature comunque mai particolarmente fredde. Ideali per intraprendere un tour della Sicilia senza dovere affrontare il problema di un caldo eccessivo.


Info utili

Si arriva in Sicilia per lo più in aereo, atterrando all’Aeroporto Falcone e Borsellino (altrimenti chiamato Punta Raisi) di Palermo o a Fontana Rossa di Catania.

Giungere in Sicilia in treno è sconsigliabile, perché la velocità dei convogli da Napoli all’isola è molto ridotta e i tempi di percorrenza sono estremamente lunghi. Stesso discorso vale per l’auto, visto lo stato attuale dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria che impone al viaggiatore lunghissimi tratti in cui il traffico è lento o addirittura bloccato.

Un altro modo di arrivare è la nave o il traghetto, una buona soluzione per chi, provenendo dal Nord Italia, sceglie di portarsi la propria macchina evitando però di guidare attraverso tutta l’Italia fino alla Sicilia. Il porto di Palermo è l’approdo ideale, essendo ben collegato con Napoli, Civitavecchia, Salerno, Cagliari e Genova.

I trasporti pubblici interni dell’isola sono estremamente scadenti, per cui una volta arrivati in Sicilia conviene senz’altro affittare un’auto. Nelle città principali non mancano le agenzie di noleggio, che spesso propongono dei prezzi abbastanza interessanti e tali da rendere poco conveniente portare in Sicilia la propria macchina.

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